Idroterapia del Colon

L’idrocolonterapia è un trattamento moderno di lavaggio dolce dell’intestino crasso. Vengono utilizzati appositi macchinari che garantiscono sicurezza nell’ applicazione e comportano il minimo disaggio ai pazienti.

A che cosa serve?

Le ricerche scientifiche più aggiornate mettono sempre più in luce il ruolo fondamentale del buon funzionamento dell’intestino. Quest’ultimo influenza la salute dell’organismo intero e l’equilibrio del sistema immunitario. Non bisogna dimenticare che proprio nell’intestino sono presenti delle sedi immunologhe estremamente importanti chiamate Placche di Peyer. Già la medicina popolare, del resto, teneva in grande considerazione la pulizia dell’intestino e prescriveva per molte malattie purghe e clisteri.

L’idroterapia del colon risponde all’esigenza di mantenere pulito ed in perfetto stato il tratto intestinale, stimolare la peristalsi e normalizzare la flora batterica.

Il nostro intestino crasso è lungo circa due metri, ma la sua estensione, considerando di appianare la superficie dei villi, è calcolata in circa 400 metri quadrati. E’ la più vasta superficie di contatto con il modo esterno, rappresentato dal cibo, ed esplica diverse funzioni vitali. Le più importanti sono riassorbire le sostanze nutritive ed espellere quelle di scarto. Attraverso l’intervento della microflora batterica, poi, sono sintetizzate vitamine ed è stimolata l’attività del sistema immunitario.

Si è osservato che se l’intestino non funziona bene ed il materiale fecale non viene per i più vari motivi allontanato in modo efficiente si formano depositi e incrostazioni che, nel tempo, facilitano l’irritazione della mucosa. Fermentazioni o putrefazioni anomale contribuiscono anch’esse a determinare questo fenomeno e a provocare fastidiosi gonfiori, emorroidi e varici. Inoltre, il prolungato contatto delle tossine con la mucosa intestinale ne facilita il riassorbimento nel circolo sanguigno.

Ciò significa che le sostanze dannose possono arrivare in tutto il corpo e provocare anche disturbi a distanza; problemi epatici e digestivi, dermatiti, dolori articolari, cefalee, difficoltà di concentrazione sono i più frequenti. Lo squilibrio della flora intestinale facilita, d’altra parte, insorgenza di vaginiti, tonsilliti, prostatiti, cistiti ed indebolisce il sistema immunitario.

Come viene eseguito?

Il trattamento di idroterapia del colon è preceduto, la prima volta, da una minima preparazione che consiste nell’assumere un blando lassativo per allontanare la gran parte della massa fecale. L’idroterapia del colon prevede l’introduzione, attraverso l’orifizio anale, di una cannula a due vie, che da un lato consente l’infusione di acqua depurata – a pressione e temperatura calibrate – dall’ampolla rettale al cieco. Quest’irrigazione pulisce il colon, favorendo la frammentazione e lo “scollamento” dei materiali fecali. Dall’altro lato l’acqua infusa viene aspirata portando con sé residui e prodotti di scarto intestinali assieme ai germi, muco ed eventuali parassiti.

Durante la procedura, il personale specializzato che segue l’intera seduta accompagna l’idrocolonterapia con massaggi sull’addome, appositamente studiati per favorire il rilassamento e l’attivazione dell’insieme dei movimenti involontari che l’intestino compie per favorire la discesa e l’espulsione delle feci.

Per chi è indicata?

Sarà il medico a stabilire, dopo una prima visita adeguata, in quali casi è opportuno eseguire uno o più trattamenti di idroterapia del colon. In genere, per ottenere una profonda pulizia dell’intestino crasso, si prescrivono uno o più cicli di 3 sedute di idrocolonterapia.

Le indicazioni sono:

  • Disbiosi intestinali
  • Candidosi intestinali e vaginali
  • Disturbi dell’apparato digerente, come stitichezze croniche, meteorismo, coliti, diverticolosi
  • Dermatiti correlate all’apparato digerente o a intolleranze alimentari
  • Infezioni croniche dell’apparato genitale femminile
  • Parassitosi intestinali
  • Sintomi correlati alla stasi di materiale fecale, cefalee, astenie, meteorismo, etc.
  • Artriti e dolori muscolari correlati all’autotossicosi di origine intestinale
  • Stasi venose e linfatiche degli arti inferiori
  • Stasi portali e insufficienze epatiche

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