Autore: Dr. Zirilli Luca
Osteopata D.O. M.Sc. Ost. (UK)
www.osteopatia-still.com

CERVICO-BRACHIALGIA IN CLINICA OSTEOPATICA

Come fare se ci svegliamo la mattina con formicolii alla mano, riduzione della sensibilità e collo bloccato? Forse non è sempre colpa del materasso o del cuscino!

 

COSA SI INTENDE PER CERVICO-BRACHIALGIA?

Il termine cervico-brachialgia definisce un dolore che origina in modo subdolo dal rachide cervicale e che si irradia a livello della spalla, del braccio e a volte anche fino alle dita della mano.

Il dolore a livello dell‛arto superiore può essere presente anche a riposo e peggiorare in seguito ad attività con lo stesso, specialmente se questa attività avviene con il braccio alzato.

I sintomi possono aumentare quando il soggetto gira la testa o quando inspira profondamente.

La mancanza di un movimento armonioso della cervicale contribuisce a comprimere arterie, vene e Nervi della zona.

cervico-brachialgia

Fig. 1 I nervi (in giallo), le arterie (in rosso) e le vene (in blu), passano sotto la clavicola e sotto il muscolo piccolo pettorale. I nervi passano anche tra le tre fasce di un gruppo muscolare che va dalle vertebre cervicali alla prima e alla seconda costa. L’area in rosso su braccio e mano ( muscoli scaleni) è il territorio che corrisponde ad un nervo che fa parte di un gruppo di nervi che hanno in comune il fatto che nascono a livello cervicale e che costituiscono il Plesso Brachiale.

Le strutture arteriali, venose e neurologiche, descritte in Fig. 1, possono subire delle compressioni.

DOVE VENGONO COMPRESSI ARTERIE, VENE E NERVI?

Esistono diversi meccanismi di compressione.

I nervi del plesso brachiale possono essere compressi:

  • Al loro passaggio attraverso il foro intervertebrale, quando esiste un disallineamento delle vertebre cervicali per postura, trauma o ernia discale, come in Fig. 2.

vertebre-cervicali

 

  • Al loro passaggio attraverso i muscoli anteriori della colonna cervicale (Scaleni); come in Fig. 3.

Compressione nervi del plesso brachiale

  • Al loro passaggio sotto la clavicola;
  • Al loro passaggio sotto il muscolo Piccolo pettorale ( Pectoralis Minor);

Un meccanismo analogo a quello che può comprimere i nervi, descritto poc’anzi, esiste per la compressione dell’arteria e della vena principale che si portano dalla base anteriore del collo verso la mano.

 

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA COMPRESSIONE?

L’insieme dei sintomi che insorgono nella compressione di nervi, arterie e vene dalla regione descritta si chiama Sindrome dello Stretto Toracico Superiore.

La compressione dei nervi può causare dolore o formicolio e un’alterazione della forza e della sensibilità nei territori innervati.

La compressione dell’arteria succlavia può causare una diminuzione di circolazione del sangue nell’arto superiore, soprattutto quando il braccio viene alzato, in quanto in questa posizione la compressione aumenta.

La compressione della vena succlavia può causare un gonfiore della mano e dell’arto per mancanza di ritorno venoso, inoltre, può essere presente una diminuzione di mobilità cervicale accompagnata da un dolore che peggiora alla rotazione del capo.

 

CHE FUNZIONE HANNO I MUSCOLI SCALENI?

Le fibre dei muscoli scaleni originano dalle vertebre cervicali e si dirigono verso il basso dove formano dei tendini comuni che si inseriscono sulla prima e sulla seconda costa.

La loro funzione è di iniziare il movimento del respiro alzando le prime due coste.

Ogni trauma o problema meccanico di postura che coinvolge la colonna cervicale e le prime due coste, avrà come conseguenza la contrattura dei muscoli scaleni, ciò porterà all’irrigidimento della colonna cervicale e alla possibile compressione delle strutture neurologiche e vascolari.

 

QUAL È LA FUNZIONE DEL MUSCOLO PICCOLO PETTORALE?

Il piccolo pettorale è un muscolo che si porta dalla parte anteriore della scapola e si inserisce alla 3°, 4° e 5° costa, partecipa alla rotazione interna del braccio.

Ogni trauma a carico della spalla o vizio di postura porterà ad una contrattura del medesimo muscolo che a sua volta potrà comprimere le strutture neurologiche e vascolari che gli passano sotto.

 

QUALI SONO GLI ESAMI STRUMENTALI E ANALISI DI LABORATORIO DA ESEGUIRE?

Per una migliore comprensione dei meccanismi che sono all’origine dei sintomi è giusto procedere ad effettuare una lastra (RX) e Risonanza Magnetica (RMN) cervicale e se necessario della spalla.

Nei deficit di sensibilità importanti potrebbero essere richiesti anche una elettromiografia e una arteriografia.

Inoltre, i sintomi della cervico-brachialgia quali dolore e alterazione della sensibilità riscontrati, possono non essere esclusivamente dovuti ad una causa meccanica di origine traumatica o posturale.

Infatti, esistono vari meccanismi infiammatori e metabolici che possono dare luogo agli stessi sintomi.

Tali squilibri possono essere dovuti, per esempio, a deficit di vitamine e minerali, ad una patologia reumatologica, ad una patologia autoimmune o, in rari casi, anche ad un fenomeno tumorale.

 

COME INTERVIENE L’OSTEOPATA?

Dopo aver escluso alcune patologie e aver meglio definito le cause non meccaniche ma metaboliche della cervico-brachialgia, l’osteopata procede a fare dei test manuali di mobilità per ricercare le strutture vertebrali, muscolari, costali e clavicolari che hanno causato la compressione (Fig.4).

test_osteopata

 

Una volta individuato il meccanismo di compressione, l’osteopata potrà intervenire e scegliere quale tipo di manipolazioni è più idonea alla correzione della disfunzione e al ripristino di un normale e fisiologico movimento della zona interessata.

In generale il trattamento osteopatico non sarà solo loco-regionale al dolore ma comprenderà tutte quelle strutture disfunzionali ritrovate nell’atteggiamento posturale del paziente, con l’obiettivo di approcciare oltre che il sintomo la causa, per evitare così possibili recidive.

Parallelamente all’intervento prettamente osteopatico, si potrà consigliare delle correzioni di quelle abitudini nello stile di vita che contribuiscono e mantengono in essere la sintomatologia.

I fattori di vita fondamentali per la salute sono:

  • Una giusta alimentazione e idratazione
  • Riposo e rilassamento
  • Giusta gestione dell’esercizio fisico e dello stress psico-emozionale.

 

CONCLUSIONE

La cervico-brachialgia è una problematica multifattoriale che richiede un approccio globale e non solo loco-regionale.

Le nostre procedure sono volte ad offrire un trattamento personalizzato al fine di ottenere i migliori risultati duraturi.

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