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Introduzione
T.G.
nato il 24-02-59 viene investito in data 03-07-2001.
Riporta trauma cervicale, trauma della spalla sinistra
e trauma cranio-facciale. Si presenta con un collare
cervicale ad appoggio mentoniero-occipitale presso il
nostro ambulatorio in data 02-10-2001, cioè 3 mesi dopo
aver subito il trauma. (foto 1a, foto 1b, foto 2, foto
3)
Materiale
Rx
del 03-07-2001: frattura pluri-frammentaria scomposta
della clavicola sinistra. (foto 4)
Rx del 05-07-2001: osteosintesi claveare sinistra
con filo di K. (foto 5)
Rx del 05-07-2001: perdita dei normali rapporti
antero-posteriori tra C6-C7. (foto 6)
TAC del 06-07-2001: frattura del processo articolare
inferiore destro di C6. Frattura della lama destra di
C6. (foto 7)
Doppler del 25-07-2001: flusso arteria vertebrale
sinistra lievemente ridotto.
RMN del 20-08-2001: frattura del processo traverso
destro di C7 estesa al forame trasversario e coinvolgente
anche la faccetta articolare superiore. (foto 8)
EMG: Reperto indicativo di marcata sofferenza
neurogena periferica con segni di denervazione in atto
nel territorio di innervazione del sovrascapolare ed
ascellare sin. associati a lieve sofferenza delle fibre
motorie in tutti i distretti esaminati del plesso brachiale
sin. Sospetta paresi del nervo circonflesso sin.
Postura: Catena
Antero-Mediana e Catena
Antero-Posteriore in netto aumento di tono
(foto 3). Proiezione anteriore e flessione della testa
caratteristica di detto aumento di tono. Deviazione
laterale in categoria II RUMPS (S.O.T.)
(foto 1b).
Mobilità: Cervicale ridotta in tutte le direzioni.
Assenza completa di abduzione dell’arto superiore sinistro.
Perdita della massa muscolare sovrascapolare e deltoidea.
Riduzione della massa muscolare del trapezio superiore
sinistro.
Metodi
Sutherland
technique, Functional
technique, a livello delle fasce cervicali
medie e profonde, del muscolo triangolare dello sterno
e del diaframma. Catene
muscolari a livello del gruppo dei muscoli
scaleni e longus colli. Articular
Thrust Technique ai livelli C1, C3, e D6.
General
Osteopathic Treatment (GOT). Muscle
Energy Technique a livello della clavicola.
Muscolazione isometrica delle logge muscolari corrispondenti
alla sofferenza neurologica.
Risultati
Recupero
totale della mobilità articolare del rachide cervicale
e della clavicola. Recupero della mobilità passiva dell’articolazione
gleno-omerale sinistra. Correzione della postura nel
piano sagittale e frontale (Foto 9). Assenza del dolore.
Il paziente è ancora in cura per il possibile recupero
dell’attività motoria dell’arto superiore sinistro.
Discussione
Il
trauma impediva il libero flusso delle arterie vertebrali.
La frattura della clavicola e la sua immobilità agivano
sull’arteria e la vena succlavia. Le lesioni vertebrali
di C6 e C7 agivano sul sistema nervoso autonomo a livello
del cuore. Il plesso brachiale sinistro è stato leso
in modo importante. I vasi linfatici del gruppo succlavio
erano compressi. L’alterazione della postura e la perdita
della mobilità del rachide cervicale non erano tanto
dovute alle strutture che hanno ceduto allo shock, cioè
alle fratture, ma alla modificazione del tono delle
strutture che hanno assorbito l’onda d’urto, più in
particolare le fasce e i muscoli. La liberazione della
tensione fasciale e muscolare permette non solo il recupero
di una postura più armoniosa e del movimento fisiologico
ma soprattutto il recupero di un flusso normale dei
liquidi e la libera trasmissione degli impulsi nervosi.
Conclusione
Pur
avendo riportato fratture claveari e cervicali complesse
questo caso clinico dimostra che la medicina osteopatica
dovrebbe intervenire subito dopo il trauma, accelerando
così il recupero del movimento, la riduzione della fase
dolorosa , la liberazione del flusso dei liquidi e dell’impulso
nervoso. L’immobilizzazione necessaria al consolidamento
delle fratture non è una controindicazione al trattamento
osteopatico precoce. Le manipolazioni, come descritto
nelle articular
thrust techniques, possono tranquillamente
essere applicate da mani esperte per la correzione delle
lesioni ai livelli superiori e inferiori a quello della
frattura. Soltanto la correzione dell’intero meccanismo
di reazione all’ onda d’urto, e dunque non solo le articolazioni
delle ossa che hanno subito le fratture, può portare
a un recupero della normale fisiologia.
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